Il suo percorso attraversa ospedali, servizi territoriali, università e istituti penitenziari. Contesti nei quali comprendere una difficoltà richiede di ascoltare le persone e, insieme, di conoscere il funzionamento dei servizi, le responsabilità dei diversi interlocutori e le condizioni in cui si prendono le decisioni.
Al Policlinico di Milano ha coordinato il Centro Sovrazonale di Comunicazione Aumentativa, intrecciando progettazione, formazione e supervisione. Un lavoro dedicato a rendere possibile la comunicazione e la partecipazione, con il coinvolgimento di famiglie, professionisti, scuole e servizi.
Ha assunto responsabilità in progetti regionali rivolti alle persone migranti, confrontandosi con differenze linguistiche e culturali e con la necessità di far dialogare competenze e istituzioni.
Si è occupato di rischio suicidario, anche nell’ambito del lavoro per la Cattedra di Psicologia e del progetto DARS presso il Servizio di Psicologia clinica dell’Ospedale San Paolo, rivolto ai detenuti della Casa di reclusione di Milano Opera.
Esperienze diverse, accomunate da un compito: comprendere bisogni complessi e costruire le condizioni perché una risposta possa funzionare.